Il Piacione 2° livello

Pubblicato: marzo 28, 2015 in Street Fantasy (Real 50%)
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Il Piacione 2° livello

 


 

Voi non sapete quante notti insonni ho passato per meditare e realizzare questo scatto. Non che sia estremamente difficile da eseguire, per carità… ma nella vita di uno streetphotographer, quante volte ricapiterà di avere un contatto ravvicinato con un piacione della fotografia del secondo livello? Poche volte, vi assicuro… ve lo dice uno che cercava questa figura da un po’ di tempo. È vero, siamo tutti in giro con reflex ormai, ma “lui” si riconosce come un capo firmato tra mille falsi di ottima fattura. Per soli intenditori! E benché m’impegnassi indefessamente, si sa… le catture sono un tesoro, non sempre premiano chi li cerca! Il mondo dei piacioni dell’obiettivo si divide in tre livelli. 3° livello, piacione della fotografia smartphone. Cupo, pubblica tutte le sue foto migliori ed è un mago dell’editing touch e… del touch in generale. Sempre all’avanguardia, ha 150 profili social e solo leggendo il nikname molte donne incominciano ad accalorarsi a distanza. Spacca alla grande e arriva, percepito con l’ego del miglior Jean Claude Van Damme quando deve liberare la sua bella, prendendo a cazzotti il mondo. Mai come l’ego mostruoso che rende visibile l’individuo ritratto sopra, però. Secondo livello….è altissimo, ho avuto una gran secchiata di fortuna! L’ho riconosciuto subito; calvizie libera e brillante, occhiali NATO, felpa con cappuccio, reflex col colpo in canna, orologio conta scatti… postura marmorea, borsa per gli accessori e per i feticci recuperati dai set sensual. Ho raccolto, allora, tutta la mia concentrazione e immediatamente ho trovato la giusta dose d’insolenza per catturarlo. Inquadrato e a fuoco, aspettavo si accorgesse della mia presenza e guardasse diritto nell’obiettivo per ritrarlo indispettito… come succede nel 99,9% dei casi analoghi per persone comuni. Lo 0,1 % è quest’uomo. Mi ha beffato e a un certo punto, sgomento, mi sono reso conto che lui era consapevole di essere sotto tiro e che attendeva di essere ritratto di proposito! Era lui in verità che pilotava il gioco. Così, di pietra, impegnato nel suo scorcio inclinato al cielo.

Una cosa che non dovrei dirvi è che alla prima posa si era scordato anche di rimuovere il tappo dalla fotocamera. Abbiamo concordato insieme questo scatto cover (fedele all’originale) senza tappo per la mia pubblicazione, una volta fatto conoscenza. Ma a parte quest’ultimo piccolo dettaglio io l’ho incontrato così… fiero, lucido, maestoso. Estasiato dall’evento, mi sono lasciato condurre a casa sua a bordo di una bmw serie 5, impregnata di arbre magic e di compostezza, per uno scambio di vedute. Ho ancora tanto da imparare. Scivolavo dall’emozione come un’anguilla sulla pelle dei sedili mentre rispondevo alle domande di rito tipo: Con che macchina fotografica scatti? Da quanto tempo lo fai? A domanda rispondevo con garbo e a testa bassa. A casa sua, tutto sistemato. Un ordine asettico, scrupoloso e metodico, insisteva su un arredamento dal design essenziale minimalista. Il piacione della fotografia è piacione anche nel resto… io ammutolito! Sulla scrivania il desktop del suo PC (con sistema operativo Windows 3.1) lo ritraeva a colori HDR, dopo una battuta di pesca, mentre esibiva trionfalmente una spugna marina di 5,5 kg. E nel soggiorno, il calendario con un suo selfie per mese, dove ad agosto era meglio non guardare. I cinque orologi appesi un po’ ovunque segnavano le 17.17. Subito ai fornelli per un aperitivo caldo lampo, preparato in un batter d’occhio… e i miei occhi posati sulla scenografia del piatto degna di master chef. D’altronde il grembiulino bianco candido e pluridecorato da stellette, lasciava intendere uno stato di piacioneria avanzato anche nella gastronomia…step fondamentale nell’ascesa verso il traguardo del piacione perfetto!

Mi ha spiegato tutto. E io ho ascoltato, come un discepolo concentrato totalmente sul profeta, maestro. Il primo livello è quasi raggiunto per lui… il primo livello è il fotografo di notturni piacione per eccellenza e tradizione. Solo per pochi eletti! Rarissimo da incontrare… solo nelle ore e nei posti più reconditi della notte più tetra e desolata. Figura nobile e altolocata, leggende narrano che sia riuscito a soddisfare tre donne diverse nei tempi di una sola ripresa, lunghissima (ISO -2500)! Sempre più esterrefatto, io, ha insistito affinché visitassi il suo laboratorio fotografico, che poi coincideva con la sua camera da notte. Lettone enorme a forma di cuore, presenza di cavalletti appoggiati con cautela agli angoli della stanza. Pareti bianche traslucide, adornate con regolarità maniacale di foto paesaggistiche e ombrellini para luce alzati verso il soffitto a coprire le lampade. Tutto splendeva soffusamente di pulito, mentre nell’aria si spargeva l’aroma degli incensi alla vaniglia che bruciavano lentamente. Forse poteva nascondere meglio i pacchi di salviette umide da discount in bella vista sul comodino, ma anche quello s’intonava stranamente con l’ambiente. E’ stato qui, in questa realtà abbagliante, che mi sono congedato da lui per prendere il sentiero di casa, e… la strada è ancora molto lunga!

 

 

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Morning



 

 

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Dinner



 

 

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Small change



 

 

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Rest

Immagine  —  Pubblicato: marzo 28, 2015 in [DISAGIO]
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Antonio e Cataldo

Antonio e Cataldo.



Noi abbiamo imparato ~ Buongiorno, questa settimana, per augurarla al meglio a tutti, ho deciso di aprirla con questo episodio successomi qualche tempo fa, che io personalmente ritengo esser entrato prepotentemente nella Top10 delle storie accadutemi durante i miei giri fotografici!

Mentre ero a passeggio con la tipa (reflex), non ho potuto non notare un “quadro” stupendo di fronte a me… un raduno di Ape Piaggio composto da due veicoli con rispettivi proprietari, amici, in sosta, intenti in una discussione intima e privata.

Senza arrecare alcun disturbo “allora” ho cercato di fare in fretta mente locale e guardarmi intorno per decidere la posizione migliore in termini di; riservatezza, campo sgombro, luce e distanza. Volevo immortalare quello spettacolo!

Restringendo lo zoom, non potevo credere al mio occhio! Uno dei due proprietari dei mezzi mi chiamava a sé accanitamente e con fare oltremodo seccato! Azz… mi aveva sgamato subito! In punta di piedi allora mi sono avvicinato cercando di tenere a freno la paranoia incombente.

Era Antonio (nome dichiarato, in piedi a destra), mi ha chiesto subito spiegazioni e alla mia risposta, pronta, che eseguivo riprese per il mio archivio privato, sono riuscito a spiazzarlo. Nel suo attimo di esitazione ho proseguito difendendomi dicendo che comunque le foto erano d’insieme e che non erano loro il soggetto!
Le acque si sono calmate e a quel punto l’occasione ha fatto l’uomo “ladro”, gli ho chiesto uno scatto.
Antonio m’aspettava… e annuiva rispondendomi che lui e Cataldo (nome di fantasia, seduto nel veicolo, già noto a quest’obbiettivo), che fino a quel momento e per tutta la vicenda non aprirà bocca, avrebbero posato per me solo tramite riscossione di compenso, ammontante all’irrilevante cifra di 50 euro. Al mio rifiuto netto è calata una certa miseria attorno… ci siamo guardati, ci siamo sorrisi reciprocamente… potevo fare due scatti!

Fatto tutto, ha deciso di ringraziarsi estorcendomi, con estremo garbo ed eleganza, un caffè, che a pochi metri dal bar è diventato gelato! E’ stato così, che accaniti su una coppetta di gelato gusto NutRella (ibrido tra stracciatella e nutella di cui ignoravo l’esistenza) scelto da lui per entrambi, che siamo diventati buoni amici e affrontato argomenti seri: il sovraffollamento delle carceri.

Antonio mi ha raccontato del suo trascorso in galera, felice di avermi conosciuto e pure con un’immotivata puntina di soddisfazione.

Era talmente preso bene dalla circostanza e voglioso di ringraziamenti per il gelato, che al nostro saluto mi ha rassicurato che da quel momento, avrei potuto lasciare anche la macchina aperta e per qualsiasi cosa spiacevole che, non si sa mai, fosse potuta succedermi in zona… avrei dovuto rivolgermi a lui, pronto a soccorrermi in qualsiasi ora del giorno.

A me ovviamente piace pensare che sia vera la sua promessa… ma la macchina ho deciso di chiuderla comunque! Primo perché non mi piace questo sistema di “aggiustare” le “cose”, due perché ho donato solo un gelato con piacere e non ho intenzione di disturbarlo ulteriolmente… chissà quante cose avrà che fare lui con la sua vita, a me basta la sua fotografia.

Immagine  —  Pubblicato: settembre 22, 2014 in Street Fantasy (Real 50%)
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